Covid-19: Iniziative a sostegno delle famiglie

Fineco, in ottemperanza alle previsioni normative che si sono susseguite in questi giorni, offre un sostegno ai clienti che stanno subendo un danno economico derivante dall’emergenza COVID-19.

Sospensione Rate Mutui

Decreto Attuativo del Ministero Economia e Finanze del 25/03/2020 "Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, ai sensi dell'articolo 54 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18"

Destinatari

Possono richiedere la sospensione delle rate tutti gli intestatari di un contratto di mutuo:

  • finalizzato all’acquisto dell'abitazione principale, di surrogazione di un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. L’immobile a garanzia non deve essere un immobile di lusso (sono quindi esclusi gli immobili in categorie catastali A/1, A/8, A/9);
  • per un importo non superiore a 400.000 euro.


Saranno valutati dalla Banca, caso per caso, gli eventuali mutui di liquidità erogati per finanziare l’acquisto dell’abitazione principale avvenuto nei 12 mesi precedenti l’erogazione del mutuo (liquidità post acquisto).

La misura riguarda indistintamente gli intestatari di tutta Italia, lavoratori dipendenti che hanno subito la riduzione dell'orario per 30 giorni e per almeno il 20% o la sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni.

Per i prossimi nove mesi questa misura vale anche per autonomi e liberi professionisti (iscritti ad ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali) che dichiarano con autocertificazione di aver subito dal 21 febbraio in avanti per tre mesi o comunque, se inferiore a un trimestre, fino al momento della presentazione della domanda, una riduzione del fatturato medio giornaliero superiore al 33% rispetto a quello dell'ultimo trimestre 2019.

La riduzione deve essere in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l'emergenza coronavirus.


Tempistiche e modalità

  • Per i lavoratori dipendenti, la richiesta di sospensione può avere una durata massima variabile in base all’effettivo periodo di sospensione / riduzione dell’orario di lavoro. In particolare: 
    6 mesi, se sospensione / riduzione orario del lavoro ha una durata compresa tra 30 e 150 giorni lavorativi consecutivi; 
    - 12 mesi, se sospensione / riduzione dell'orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi; 
    - 18 mesi, se sospensione / riduzione dell'orario di lavoro ha una durata superiore di 303 giorni lavorativi consecutivi

  • Per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti (iscritti ad ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali) la durata massima della sospensione è invece fissata in 18 mesi


Il mutuatario può fare più richieste per lo stesso mutuo, al prolungarsi del periodo di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, fino ad arrivare ad un massimo di 18 mesi.

Come funziona

Come previsto dal decreto del MEF e dal Fondo Gasparrini (cd. Fondo Consap), le rate sospese ricominceranno a decorrere al termine del periodo di sospensione, con corrispondente allungamento del piano di rimborso.

Nel periodo di sospensione delle rate maturano degli interessi calcolati in base al tasso contrattuale del mutuo e al capitale residuo da rimborsare al momento della attivazione della sospensione. Il decreto prevede che il Fondo Gasparrini (cd. Fondo Consap) sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo di sospensione. 

Il restante 50% sarà rimborsato dal cliente a partire dalla prima rata scadente dopo il termine di sospensione, in quote di uguale importo aggiuntive alle rate stesse per la durata residua del finanziamento.

Esempio degli effetti della sospensione dell’intera rata

  • Importo mutuo: 120.000 euro
  • Tasso nominale annuo al momento della sospensione: 1,70%
  • Durata originaria: 240 rate (20 anni)
  • Importo rata, comprensiva di interesse e di capitale: 590,16 euro
  • Durata residua la momento della sospensione: 216 rate (18 anni) 
  • Capitale residuo alla data della sospensione: 109.750,20 euro
  • Durata sospensione: 6 mesi (6 rate)
  • Interessi maturati nel periodo di sospensione: 932,88 euro (euro 109.750,20 x 1,70% ÷ 12 x 6)
  • Contributo Consap: 466,44 (50% degli interessi maturati)

 

Gli interessi di 466,44, in carico al mutuatario, saranno “spalmati” per le 216 rate residue il cui importo aumenterà di euro 2,16 euro al mese. La sospensione comporta l’allungamento del piano di ammortamento di sei mesi, con un aumento dell’ammontare degli interessi, rispetto al piano originario, per euro 466,44 euro.


Come richiedere la sospensione

Per richiedere la sospensione i clienti interessati dovranno inviare compilare, stampare e firmare il modulo “MEF-domanda-sospensione”.

 

  • Per i lavoratori dipendenti il modulo dovrà pervenire alla banca corredato da:
    - copia del documento di identità (per i cittadini extra UE è necessario allegare
    - copia del passaporto o del permesso di soggiorno); 
    - copia provvedimento amministrativo di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito; 
    - Richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno del reddito oppure dichiarazione del datore di lavoro, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la sospensione e/o riduzione dell'orario di lavoro per cause non riconducibili a responsabilità del lavoratore, con l'indicazione del periodo di sospensione e della percentuale di riduzione dell'orario di lavoro

  • Per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti (iscritti ad ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali) invece il modulo di richiesta dovrà essere corredato da copia del documento di identità. Per i cittadini extra UE è necessario allegare copia del passaporto o del permesso di soggiorno.


In caso di mutuo cointestato, le condizioni sopra citate possono sussistere anche nei confronti di uno solo degli intestatari.

La documentazione potrà essere inviata via mail a helpdesk@finecobank.com preferibilmente dall’indirizzo e-mail che il cliente ha certificato in anagrafica. 

La domanda viene trasmessa telematicamente a Fondo Consap entro 10 giorni solari dalla verifica della correttezza e completezza della documentazione ricevuta. Una volta effettuata la registrazione della domanda, la banca dovrà inviare alla stessa Consap entro i successivi 10 giorni lavorativi tutta la documentazione obbligatoria ricevuta dal Cliente.

Il Fondo, ricevuta la documentazione, ha 15 giorni solari consecutivi per concedere l’autorizzazione alla sospensione. La Banca, ricevuto l’esito da parte di Consap, lo comunica a sua volta al cliente entro i  5 giorni lavorativi successivi.

La normativa prevede che la sospensione delle rate venga attivata solo dopo l’accettazione del Fondo ed entro 30 giorni lavorativi dalla comunicazione dell’esito fatta al cliente. In maniera eccezionale Fineco, verificato il rispetto dei requisiti indicati dal decreto del 17 marzo n.18 (cd. Cura Italia) sospenderà di contro le rate non appena avrà verificato la correttezza formale della domanda e avrà inoltrato la richiesta di sospensione al Fondo Consap, prima ancora di attenderne la risposta.

Saranno conteggiate nel periodo di sospensione le rate eventualmente non pagate maturate tra la data di sospensione e la data di richiesta. Il periodo di sospensione includerà anche l’eventuale periodo di morosità, non superiore a 90 giorni, antecedente la data di presentazione della domanda

In caso di diniego da parte di Consap, il mutuo rimarrà sospeso e, al termine del periodo di sospensione, verrà addebitato al cliente il 100% degli interessi maturati nel corso della sospensione, in quote di pari importo aggiuntive rispetto alle rate per tutta la durata dell’ammortamento.

Per avere maggiori informazioni puoi consultare le FAQ sul sito del MEF, sul sito CONSAP o puoi contattare il customer care Fineco al numero 800.52.52.52.

Sospensione Rate Mutui per acquisto uffici e studi privati (art. 56, Decreto Legge 17 marzo 2020, N. 18)

Destinatari

Possono richiedere la sospensione delle rate tutti i lavoratori autonomi titolari di partita IVA intestatari di un mutuo finalizzato all’acquisto di un immobile in categoria catastale A/10.

Tempistiche e modalità

Può essere richiesta la sospensione delle rate del prestito o del mutuo fino al 30 settembre 2020. La sospensione avrà effetto a partire dalla data di presentazione della domanda.

Come funziona

Le rate sospese ricominceranno a decorrere al termine del periodo di sospensione, con corrispondente allungamento del piano di rimborso. Nel periodo di sospensione delle rate maturano degli interessi calcolati in base al tasso contrattuale del prestito e al capitale residuo da rimborsare al momento della attivazione della sospensione.

Gli interessi maturati saranno rimborsati dal cliente a partire dalla prima rata scadente dopo il termine di sospensione, in quote di uguale importo aggiuntive alle rate stesse per la durata residua del finanziamento.

Esempio degli effetti della sospensione dell’intera rata

  • Importo prestito: 12.500 euro
  • Tasso nominale annuo al momento della sospensione: 5,95%
  • Durata originaria: 60 rate (5 anni)
  • Importo rata, comprensiva di interesse e di capitale: 241,37 euro
  • Durata residua la momento della sospensione: 36 rate (3 anni) 
  • Capitale residuo alla data della sospensione: 7.939,97 euro
  • Durata sospensione: 3 mesi (3 rate)
  • Interessi maturati nel periodo di sospensione: 118,11 euro (euro 7.939,97 x 5,95% ÷ 12 x 3)


Gli interessi di 118,11 saranno “spalmati” per le 36 rate residue il cui importo aumenterà di euro 3,28 euro al mese. La sospensione comporta l’allungamento del piano di ammortamento di tre mesi, con un aumento dell’ammontare degli interessi, rispetto al piano originario, per euro 118,11 euro.

Come richiedere la sospensione

Per richiedere la sospensione i clienti interessati dovranno inviare, compilare, stampare e firmare il modulo “Modulo 56 DL cura Italia.

Il modulo, unitamente a copia del documento di identità di tutti gli intestatari del prestito, dovrà essere inviato dal cliente via mail  a helpdesk@finecobank.com preferibilmente dall’indirizzo e-mail che il cliente ha certificato in anagrafica.


Per i cittadini extra UE è necessario allegare copia del passaporto o del permesso di soggiorno.

La normativa potrà comunque essere soggetta ad ulteriori modifiche e aggiornamenti.

Decreto Legge 8 aprile 2020, N. 23 (c.d. “Decreto Liquidità")

Finanziamenti alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai titolari di partita IVA

L'inziativa del Decreto Legge in oggetto prevede la possibilità da parte delle Banche di erogare finanziamenti garantiti dai Fondi SACE Spa e dal Fondo Garanzia PMI, alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti titolari di partita IVA, destinati a sostenere le attività imprenditoriali.

Fineco non aderisce all'inziativa, in quanto non ha mai concesso finanziamenti finalizzati all’attività di impresa. Siamo disponibili a trovare soluzioni per rispondere alle necessità dei nostri clienti con i prodotti di finanziamento presenti nell’attuale l’offerta Fineco.

Richiesta Anticipazione CIG - 3. artt. da 19 a 22 del D.L. N.18/2020

Fineco, aderendo all’Accordo ABI – Ministero del Lavoro, promuove l’adesione di interventi rapidi volti a sostenere la disponibilità del reddito dei lavoratori in Cassa Integrazione (CIG) nelle more del pagamento diretto da parte dell’INPS.

In ragione di ciò i clienti Fineco possono chiedere di ricevere l’Anticipazione Sociale CIG attraverso l’erogazione, previa valutazione banca, di un fido chirografo con scadenza massima 7 mesi (“APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE PER ANTICIPAZIONE SOCIALE CIG”).

Possono farne richiesta i clienti Fineco che si trovano in cassa integrazione (ordinaria o in deroga) per ragioni legate all’emergenza Covid-19 e che rispettano le seguenti caratteristiche:

  • conto corrente Fineco già operativo a marzo 2020;
  • accredito stipendio presente sempre su conto Fineco negli ultimi 3 mesi precedenti alla richiesta;
  • assenza di altri affidamenti in essere;
  • età anagrafica compresa tra 18 e 70 anni;
  • richiesta di cassa integrazione già inviata all’Ente di riferimento, con indicazione dell’IBAN Fineco come rapporto su cui erogare il contributo;
  • il datore di lavoro non ha erogato direttamente l’anticipazione al lavoratore.

 

Attenzione: Eventuali clienti aderenti ai Fondi Bilaterali che ricevano quindi il trattamento CIG da questi ultimi rientrano nella fattispecie e nei processi della CIG ordinaria. Fanno eccezione invece i clienti aderenti al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (FSBA); tale Ente infatti seguirà procedure diverse che sono ancora in fase di definizione. Al momento quindi tali richieste non possono essere gestite.

Funzionamento e condizioni economiche

La Banca, a fronte di un’istruttoria e della verifica dei requisiti di eleggibilità alla richiesta, concede un fido chirografo per una durata massima di 7 mesi ed un importo massimo di 1.400 euro (corrispondente a una CIG di 9 settimane per lavoratore full-time). L’importo concedibile al singolo cliente viene calcolato riproporzionando l’importo massimo sulla base delle modalità di sospensione dal lavoro (numero di settimane di CIG e tipo contratto full time/part time).

Il tasso di interesse applicato al fido è pari a zero e non sono previste commissioni di messa a disposizione fondi (TAN 0%; TAEG 0%). Tutti i dettagli sulle condizioni economiche del prodotto sono disponibili nel documento di “Informazioni Europee di Base sul credito ai consumatori” fornito insieme al contratto e sul Modulo di Informazioni Pubblicitarie.

La linea di fido concessa deve essere estinta entro la scadenza mediante il versamento da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale ordinario o in deroga, sul conto corrente su cui il fido è stato concesso. Allo scadere del termine dei sette mesi, qualora non sia intervenuto il pagamento da parte dell’INPS, la Banca potrà richiedere l’importo dell’intero debito relativo all’anticipazione al cliente che provvederà ad estinguerlo entro trenta giorni dalla richiesta.

Come si richiede

Per fare richiesta dell’Apertura di Credito in conto corrente per anticipazione CIG è necessario contattare il Customer Care Fineco.

Il cliente dovrà fornire informazioni in merito alla tipologia di CIG (ordinaria o in deroga), alla durata della CIG (#settimane) e al proprio contratto lavorativo (part time o full time). Con queste informazioni l’operatore di Customer Care sarà in grado di inviare via mail al cliente:

  • L’importo massimo di fido concedibile, sulla base delle informazioni raccolte
  • Il pacchetto documentale per finalizzare la richiesta (diverso tra CIG ordinaria e CIG in deroga), che include:
    • Lettera di istruzioni
    • Documentazione contrattuale
    • Documentazione di trasparenza

 

Il cliente, seguendo le istruzioni incluse nella Lettera, dovrà stampare e compilare la documentazione reddituale e restituirla insieme alla lista dei documenti necessari all’istruttoria via mail all’indirizzo helpdesk@finecobank.com.

Ricevuta tutta la documentazione sarà cura della Banca eseguire l’istruttoria ed informare il cliente sugli esiti.

Per maggiori informazioni sulla procedura contatta il customer care Fineco al numero 800.52.52.52. Per conoscere i dettagli dell'accordo consulta il sito dell'ABI.

Moratoria famiglie ABI

Accordo ABI - Associazioni Consumatori

Fineco aderisce all’Accordo ABI – Associazioni dei Consumatori finalizzato ad ampliare il ventaglio di iniziative a sostegno delle famiglie a seguito dell’emergenza sanitaria legata al virus Covid-19.

L’iniziativa introduce la possibilità di beneficiare di una sospensione del rimborso della quota capitale del finanziamento per un massimo di 12 mesi.

Nel periodo di sospensione continua invece ad essere dovuta la quota interessi, calcolata al tasso contrattuale sul debito residuo al momento della sospensione.

Finanziamenti oggetti di moratoria

La moratoria può essere applicata ai soli Mutui ipotecari o Prestiti chirografari che rispettino le seguenti caratteristiche:

Prestiti chirografari

  • Erogati prima del 31 gennaio 2020
  • Non già classificati a credito deteriorato o con rate impagate al 31 gennaio 2020. Possono invece essere soggetti a moratoria eventuali finanziamenti con rate impagate successive al 31 gennaio 2020, in questo caso il periodo di sospensione le ricomprende.
  • Non deve essere intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso

Mutui ipotecari

  • Erogati prima del 31 gennaio 2020
  • Non già classificati a credito deteriorato o con rate impagate al 31 gennaio 2020. Possono invece essere soggetti a moratoria eventuali finanziamenti con rate impagate successive al 31 gennaio 2020, in questo caso il periodo di sospensione le ricomprende.
  • Non deve essere intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso o avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato
  • Non devono rientrare già nella moratoria di cui al “Decreto Cura Italia” (c.d. Fondo Gasparrini)
  • Su immobili diversi da A1/A8/ A9 (non deve essere un immobile di lusso)
  • Nessun vincolo di importo o finalità
  • Non è stata stipulata un’assicurazione a copertura del rischio che si verifichino gli eventi che determinano la sospensione e che garantisca il rimborso delle rate oggetto della sospensione

Destinatari

Il richiedente, per poter beneficiare della moratoria, deve inoltre trovarsi in una delle seguenti condizioni (delle quali deve fornire prova in sede di presentazione della richiesta, mediante apposita documentazione richiesta dalla banca):

  • Cessazione del rapporto di lavoro subordinato o di cui di cui all’art. 409, n. 3, c.p.c., (rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato)
  • Sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito
  • Morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza
  • Riduzione del fatturato, in conseguenza dell’emergenza coronavirus, superiore al 33% rispetto a quanto fatturato nell’ultimo trimestre 2019 (per lavoratori autonomi e liberi professionisti). La riduzione deve essere stata registrata in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, ovvero nel minor periodo intercorrente tra la data dell’istanza e la predetta data. 

Come si richiede

Puoi scaricare di seguito i moduli per fare richiesta di sospensione:

Il modulo, debitamente compilato e firmato va inviato via mail all’indirizzo helpdesk@finecobank.com, allegando copia del documento di identità del richiedente (cioè colui che subisce l’evento per il quale si richiede la sospensione) e l'eventuale documentazione integrativa, diversa in funzione della motivazione di sospensione, indicata nel modulo.

Nel caso in cui il richiedente fosse impossibilitato, per ragioni legate all’emergenza sanitaria, a raccogliere la firma degli eventuali cointestatari del finanziamento o, per i mutui, di eventuali garanti e terzi datori di ipoteca può apporre unicamente la propria firma assumendosi la responsabilità di averli informati e del loro consenso.

 

Funzionamento

La Banca, ricevuti i moduli, oltre alla presenza e correttezza della documentazione di richiesta verifica anche la sussistenza dei requisiti per beneficiare della moratoria.

A seguito di verifica, con esito positivo, si provvede a sospendere il rimborso della quota capitale per la durata (in mesi) riportata nel modulo di richiesta.

Nel periodo di sospensione, continueranno ad essere addebitate rate per la sola quota interessi calcolata al tasso contrattuale sul debito residuo al momento della sospensione.

La ripresa del processo di ammortamento avviene al termine del periodo di sospensione o a seguito della richiesta di riavvio da parte del cliente (che può avvenire in ogni momento), con il corrispondente allungamento del piano di ammortamento per una durata pari al periodo di sospensione.

La sospensione non determina l’applicazione di commissioni nonché di interessi di mora per il periodo di sospensione tranne qualora l’intestatario del mutuo o del finanziamento non adempia al pagamento della quota interessi alle scadenze originarie.